Approfittando della conoscenza di Natasha, splendida ragazza della Mondavia, conosciuta in quanto sorella della domestica incaricata alle pulizie di casa, ho accettato volentieri di partecipare al battesimo di suo figlio di 8 mesi Sasha, che in italiano si tradurrebbe con il nome di Alessandro.

L’evento si sarebbe svolto presso la chiesa russa in Via Benedetto Croce all’altezza di Via Adige, nella città di Bari. Abitando di fatto a Molfetta ed essendo spinta da una certa curiosità, ho accettato con entusiasmo l’invito, certa che oltre ad una bellissima esperienza personale, avrei potuto scrivere un articolo per i lettori di Pugliacatering.
Per comprendere a meglio le differenze rispetto ai battesimi cattolici ho deciso di accompagnare Natasha già dal giorno prima, quando si era recata in chiesa per chiarire gli ultimi dettagli organizzativi con il prete.
Con somma sorpresa mia, ma anche sua, il parroco, frate Giorgio ha “approfittato” della sua presenza per confessarla. Peccato che il giorno prima avevano deciso di confessarsi altri adulti ortodossi che erano andati dal prese, proprio con quello scopo! Quella che sarebbe dovuta essere una breve conversazione, in pratica si è trasformata il una lunga attesa, perchè quando si tratta di confessare i fedeli, i parroci di fede ortodossa sono molto puntigliosi. Soprattutto con le donne, chissà perchè, ma ha impiegato almeno 30 minuti a confessione per le ragazze lì presenti e circa un quarto d’ora per assolvere dai peccati le persone di genere maschile.
Alla fine abbiamo aspettato più di 2 ore per ricevere le informazioni che cercavamo sul battesimo del piccolo Sasha che si sarebbe svolto l’indomani.
Ho potuto però assistere ad una cerimonia unica nel suo genere, perchè prima della confessione individuale, il prete coinvolge i peccatori in un rituale collettivo. Oltre a recitare passi in rumeno, con svariate esclamazioni in latino, copriva con il la sua stola (la sciarpa lunga e dorata che gli scende lungo il petto) le teste di tutti. L’immagine è stata molto significativa. Mi ha colpito perchè è stata capace di trasmettermi un senso di vicinanza estremo tra gli ortodossi, uniti tanto nel peccato, quanto nel desiderio di riscattare la loro condizione. Ultimato questo rito di gruppo, il prete ha richiamato di volta in volta un fedele, precisando a tutti gli altri di restare sulle sedute dalla 4 fila in poi, in maniera da creare la giusta intimità con il destinatario della confessione.
Per quanto riguarda la mia condizione di “straniera” in quella chiesa, frate Giorgio è stato molto comprensivo, riuscendo ad interpretare benissimo la mia sete di conoscenza di questa liturgia ortodossa. Finito di confessare tutti, con l’aiuto delle figure maschili lì presenti nella struttura ecclesiastica, il parroco ha creato sistemato l’occorrente per battezzare un bambino seguendo le direttive della fede ortodossa.
Ha quindi sistemato i quadri liturgici di San Nicola e della Vergine Madre in corrispondenza dei lati dell’altare. Ha poi avvicinato verso il centro il contenitore in cui sarà immerso il bimbo durante il battesimo.
Accordatosi per l’orario di arrivo in chiesa, ci siamo salutati con molto affetto. Il prete si è sforzato di spiegarmi un po’ tutto quello che avevo visto e, con solenni sorrisi, scherzava sul fatto che sarei stata l’unica presenza cattolica nella chiesa.
Siamo andati a dormire relativamente presto rispetto agli orari a cui sono abituata e considerata la fatica e i lunghi preparativi che attendevano il giorno dopo, abbiamo fatto decisamente bene.

Il giorno del bagnetto battesimale

bagnetto-ortodossoErano tutti in fibrillazione. Anche se la cerimonia sarebbe iniziata solo alle 5 del pomeriggio, tutti quanti, uomini compresi, erano già intenti nella vestizione dalle 13, appena dopo aver cocluso un piccolo spuntino a base di insalata e un ottimo bicchiere di vino bianco di buon auspicio. La cena al ristorante comprendeva 2 primi e 3 secondi, più una grigliata di carne. Si comprendeva quindi la scelta di mantenersi, almeno per il pranzo più leggeri, anche in segno di rispetto della religione e del voto alla parsimonia e al sacrificio, valori comunque centrali nella religione dei Paesi dell’Est.
Nonostante qualche piccolo contrattempo in fase di trucco delle madrine, siamo giunti in chiesa molto puntuali. Ci attendeva già un altro gruppo di persone, con l’intenzione di voler celebrare il battesimo di un altro bambino.

Tutto assieme

La grande particolarità del rito ortodosso sta nel fatto che il piccolo Sasha in un unico giorno ha ricevuto sia battesimo, che comunione e infine cresima. I simboli e la ritualità a cui ho assistito in quell’occasione sono quelli connessi con quelli che noi cristiani di fede cattolica, consideriamo 3 momenti distinti. Nel rito ortodosso no, e allora il prete passa prima l’incenso tra gli accolti, poi cosparge di olio il petto del bimbo e dopo averlo immerso completamente nell’acqua santa per purificarlo dal peccato originale, spruzza un’essenza di mirra sul suo corpicino. Tutto scandito da frasi in latino e passi della bibbia, accompagnato dal canto di un musicista, posizionato alla destra del parroco.

L’importanza di essere padrini e madrine

Innanzi tutto il numero. Almeno in occasione di questo battesimo a cui ho partecipato, ne ho contati ben 9, 5 madrine e 4 padrini. Insolito se paragonato alle nostre usanze. Dal punto di vista poi della centralità rispetto alla celebrazione battesimale, il ruolo di padrini e madrine è quello di veri protagonisti. Si comprende sia dalla posizione nel pubblico, essendo quelli più prossimi al prete, collocati anche prima rispetto al padre e alla madre del pargoletto da battezzare. Si capisce anche dagli imponenti mazzi di fiori che stringono con la mano, alla cui base pende un asciugamano colorato e sulla cui cima invece trionfa una candela, che il prete accenderà ad inizio della cerimonia. Il bambino durante questo lungo rito verrà preso in braccio da tutti i padrini e da tutte le madrine, ulteriore segno della grande vicinanza all’evento da parte di queste figure. Come ho già anticipato precedentemente, il bimbo verrà immerso con tutto il corpo nella vasca battesimale, mantenuto per il capo e per i piedi dal sacerdote. Finita questa operazione sarà premura delle madrine quella di asciugarlo dall’acqua santa e tranquillizzarlo, cercando di interrompere dei potenti quanto giustificati pianti provenienti dalle corde vocali del piccolino. Durante le varie fasi che caratterizzano l’organizzazione del battesimo il prete taglierà un ciuffetto di capelli al bimbo e lo brucerà nella fiamma delle candele, contenute nei mazzi di cui ho parlato prima. I padrini e le madrine soffieranno per tre volte sul volto del pargoletto allo scopo di scacciare per sempre il demonio dall’esistenza di Sasha.
Conclusa anche questa azione, il fanciullino verrà poi portato vicino, prima all’icona di San Nicola ortodosso e poi a quella della Vergine Maria.
Altro particolare che ho notato è che, nonostante la complessità della celebrazione, il bambino sembrava quasi divertito e si sentiva protetto dal fatto di essere preso in braccio da tutte quelle persone. A parte il momento del bagnetto nell’acqua santa, decisamente traumatico, Sasha ha reagito più che bene a tutti quegli imput.

Al ristorante

La cosa più bizzarra di tutte è accaduta in concomitanza con l’ingresso in sala per la cena. Beh, per allontanare definitivamente il male, prima che il bimbo battezzato rientri a casa, le madrine hanno cura ad annerire con le stesse candele usate in chiesa, la parte del soffitto posta in corrispondenza della porta d’entrata. L’alone annerito sull’intonaco dovrebbe marcare per sempre l’abitazione e ricordare la riuscita del rito del battesimo ortodosso, anche a distanza di anni.
In sostanza, la stessa usanza la si ripropone nella sala prenotata per la cena, allo scopo di rendere “puro” anche quel luogo, prima che faccia il suo ingresso il bimbo. A termine di questo momento le madrine emettono un urlo di giubilo, per dimostrare la gioia e l’inizio della festa e di una vita senza peccati.

I regali degli invitati

[adinserter name=”Block 3 Ortodosso Solo”]Alcune considerazioni a parte andrebbero fatte in merito ai doni che gli invitati consegnano alla famiglia del festeggiato e alla modalità con cui celebrano questo avvenimento.
Prima che incominci il valzer dei cibi, gli ospiti vengono radunati su di un unico tavolo, sgombro da qualunque oggetto o vettovaglia. E’ qui che verranno consegnati i regali, che si classificheranno fondamentalmente in 2 generi: vestiti e soldi.
Tutti gli invitati infatti consegneranno abiti alla famiglia e li mostreranno orgogliosi uno ad uno, posizionandoli sul tavolo. Quindi consegneranno il denaro, spesso ricordandone a gran voce l’importo. Il momento però non trascende mai nella volgarità e anzi risulta estremamente divertente, con la presenza di una imponente montagna di vestiti su cui posizioneranno il festeggiato per poi librarlo verso l’alto a più riprese, in segno di giubilo.
Ogni portata servita, sarà preceduta da danze scalmanate che a me, da “profana” sembravano molto simili alle melodie balcaniche apprezzate nei film di Kusturica.
Giusto per darvi un’idea della molte dei cibo arrivato e dalla quantità delle danze ballate quella sera, vi rivelo solo che sono uscita dal ristorante verso le 5 di mattina.
Per fortuna i proprietari di queste sale sono generalmente di fede ortodossa e quindi conoscono benissimo la durata di questo tipo di festeggiamenti. Così è stato anche nel caso della festa di battesimo a cui ho partecipato pure io e la pioggia che ci aspettava all’uscita credetemi se vi dico che non ha rovinato di una virgola, un evento meraviglioso, di cui sono orgogliosissima di aver partecipato.

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